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proibizionisti all'amatriciana
quando essere coerenti con le cazzate pesa
qualche settimana fa fini aveva detto questo
"occorre avere il coraggio di colmare un vuoto determinato da una stagione di demagogia che spero sia alle nostre spalle. gli operatori e le forze dell'ordine sanno che in italia e' quasi praticamente impossibile distinguere il comportamento volto allo spaccio da quello cosiddetto dell'uso personale di droghe. immaginiamo gia' le accuse di chi ci dira' che non possiamo presumere di dar vita ad una politica nei confronti della droga che sia solo all'insegna di nette certezze. ma io la penso come casini: contro la droga senza compromesso"
adesso chi glielo spiega a lui?
PS: mi si perdoni questa piccola ossessione per AN, mi passerà...
senatore (a vita) sputtanato (a vita)
carinerie della procura di roma
un signore della veneranda età di 83, che di mestiere fa il senatore a vita, viene coinvolto in una indagine che riguarda un giro di droga in ambienti mondani della capitale.
questo signore non ha commesso alcun reato, si è procurato della droga e ne ha fatto uso personale, comportamento che non ha (ancora) nessuna rilevanza penale in italia.
facendo il suo dovere di cittadino egli ha ritenuto di collaborare con gli inquirenti e si è presentato ai pm Giancarlo Capaldo e Carlo Lasperanza per rendere dichiarazioni spontanee, con l'intento di contribuire al buon andamento delle indagini. Il senatore non era e non è formalmente indagato, è una persona che ha sentito il dovere morale di dire ciò che sa per agevolare il lavoro degli inquirenti.
questi famosi inquirenti, evidentemente ansiosi di diventare protagonisti delle cronache nazionali e di conquistarsi le prime pagine dei giornali, sono subito corsi a spifferare tutto alla stampa, esponendo il senatore al pubblico ludibrio.
dov'ero io in questi anni, che giornali leggevo, in quali importanti faccende ero affaccendato mentre in italia abolivano il segreto istruttorio?
l'unità come la settimana enigmistica?
verdurin batte bartezzaghi 1 a 0
"Sai la novità? Bonolis, quello di «Domenica In», ha detto: «Ho saputo che la Guzzanti ha affiancato alla satira dei capi d’accusa contro il presidente del Consiglio. Ma questo esagera. La Rai di Berlusconi ha oscurato Biagi, Santoro, Luttazzi. Ora la Guzzanti», (l’Espresso, 28 novembre). Poi ha smentito tutto."
sarò stupido ma io la striscia rossa di oggi non l'ho proprio capita
le grandi domande
diavolerie moderne
...perchè quando modifico il template con dreamweawer succedono le peggio cose?
ai poster l'ardua sentenza...
il vecchio vizio dei republicones contagia i cugini dell'espresso
ennesima intervista farlocca di un dipendente dell'ing.
"mi spiace che il mio pensiero sia stato ridotto e trasformato per poi essere usato come una sorta di manifesto elettorale a vantaggio di qualcuno"
no, non sono le solite parole del berluska, è fiato ai denti di paolo bonolis che tra il sondaggio dei "basta" e quest'intervista 'estorta' da denise pardo, era diventato in pochi giorni un faro della sinistra falsamente riformista ed autenticamente in pieno sclero anti-cav.
ancora una volta dunque, dopo il caso marco lupis macedonio palermo di santa margherita etc. etc., abilmente portato alla luce da christian rocca, quelli che si autoproclamano paladini dell'informazione corretta hanno malamente manipolato una notizia pro domo propria.
in questo caso la manipolazione è stata sottile e subdola: nella mattinata era comparso a questo indirizzo (www.repubblica.it/2003/k/sezioni/spettacoli_e_cultura/bonolisbiagi/bonolisbiagi/bonolisbiagi.html) il primo annuncio dell'intervista. gongolavano quelli di rep. on line, non gli pareva vero che l'idolo delle casalinghe italiane, l'opinion leader più influente sul ceto medio, gli facesse da sponda nella loro crociata contro il belzebù in abito di caraceni. erano disposti a perdonargli tutto, anche le peggio infamie di 'ciao darwin', di rivalutarlo con il solito fuoco incrociato di editoriali ed amache per dire che "si , in fondo, questo trash non è altro che una feroce critica al capitalismo e alla società moderna...". avevano anche buttato giù dal letto michele serra, l'indignato speciale in servizio permanente effettivo, per buttar giù un pezzullo agiografico sul nuovo leader del centrosinistra.
e invece no.
con una nota, nel tardo pomeriggio, bonolis smentisce. e cosa fa rep., con il suo inconfondibile stile? prende il file di prima e lo edita. non aggiunge una notizia a quella precedente. cancella la notizia di prima e ci mette la nuova, sempre allo stesso indirizzo (www.repubblica.it/2003/k/sezioni/spettacoli_e_cultura/bonolisbiagi/bonolisbiagi/bonolisbiagi.html), come se la notizia di prima non fosse mai esistita
per chi vuole fare il confronto la notizia originale si trova qui. quella smanacciata da rep.qui
turismo a luci rosse
per una vacanza rilassante con tutti i confort
cosa c'è di meglio di un bell'albergo immerso negli splendidi panorami altoatesini per godersi il meritato riposo?
questo qui offre anche degli optional di tutto rispetto oltre alla cene a lume di candela.
pancia mia, fatti capanna
appunti sparsi di enogastronomia
sabato sera si cena qui.
chi c'è c'è.
prenderla bene
chez "l'infedele"
sabina guzzanti: "togliete il microfono a quel ciccione fetecchia che fa vomitare"
giuliano ferrara: "la guzzanti non ha capito che io, in realtà, sono magrissimo"
fini e la grande svolta /1
un precedente di qualche anno fa
Riferita da un testimone oculare.
Ai tempi della prima grande svolta di fini, il passaggio da MSI ad AN, in tutte le città d'Italia, nelle sedi del partito della fiamma erano state convocate delle assemblee per discutere l'argomento. la "svolta" doveva essere voluta anche dalla base e la direzione nazionale, riunita in contemporanea, avrebbe dovuto sentire che aria tirava fra i dirigenti locali prima di ufficializzare la morte del MSI e la nascita di AN al congresso di Fiuggi.
nella mia città, di forti tradizioni nazionaliste, l'assemblea si pronunciò compattamente contro la svolta che avrebbe tagliato definitivamente i legami che ancora rimanevano col fascismo; in particolare, il segretario provinciale dell'epoca sentenziò "dovranno passare sul mio cadavere!". si dice che qualcuno intonò anche i primi versi di "giovinezza" e levò il braccio destro, proteso verso il cielo, ma forse questa è realtà romanzata.
passano 5 minuti e squilla il telefono, risponde il succitato segretario provinciale:
"…"
"si gianfranco, ne stavo giusto parlando qui con i ragazzi e siamo tutti d'accordo!"
"…"
"grazie grazie…"
"…"
"a la là!"
andrà così anche stavolta?
l'amico jorg, der freund riccardo.
amorazzi di fine estate tra il solito turista tedesco ed il solito latin lover italiano.
A certe cose bisogna esser preparati. E qui, ne facciamo pubblica ammenda, non lo siamo. Tutto ci saremmo aspettati nella vita ma non di leggere quanto le nostre fosche pupille si sono trovate davanti in un piovoso lunedì mattina autunnale. Sfogliavamo l'inserto Affari & Finanza de la Repubblica (l'articolo è online qui e non sul sito di Repubblica, forse se ne vergognano), attività curiosa per chi ha con l'economia (e non di meno con Repubblica) il rapporto che le zanzare hanno con l'Autan, e ci siamo imbattuti nella consueta rubrica "Oltre il Giardino" ottimamente tenuta dall'ottimo Alberto Statera. Ottimo e abbondante, abbondante di opinioni soprattutto, così abbondanti che a volte deve essere un lavoraccio tenerle tutte unite in uno straccio di coerenza.
Istigati dal titolo succulento ("Illy, Haider e il ritorno dell'impero austro-ungarico"), le due colonne si leggono tutte d'un fiato.
Già in partenza gli osservatori più pignoli troveranno pane per i loro denti, chiosando il passo "…il governatore ulivista che nel giugno scorso ha fatto sognare tutto il centrosinistra strappando alla destra una regione di destra". Si, avete letto bene. Ulivista. Non stropicciatevi gli occhi. C'è scritto proprio Ulivista. Passata la festa e gabbato il celebre santo non c'è più spazio per gli slogan che ci hanno funestato la primavera…"lontano dai partiti", "espressione della società civile", "un industriale prestato alla politica". C'è scritto Ulivista. E suona proprio come una confessione.
Ma andiamo oltre; è la seconda parte, infatti, quella che ci ha dato più soddisfazioni. Il "governatore ulivista", infatti, ne combina di tutti i colori e poi tocca agli altri fare ordine: noi eravamo già maggiorenni quando la sinistra italiana ed europea in genere si stracciava le vesti di fronte a quella sorta di reificazione del male che risponde al nome di Joerg Haider. Populista e xenofobo per i più indulgenti, nazista per quelli che la mettevano giù dura, il pericoloso vicino di casa aveva determinato una levata di scudi di quelle memorabili da parte dei soliti autoproclamatisi guardiani della democrazia, tanto amanti della democrazia e tanto allergici ai risultati delle urne che avevano consacrato Haider quale governatore della Carinzia. E oggi che ti combina il "governatore ulivista"? ''Sono passati tanti anni, e' diverso da allora'' avrebbe dichiarato il nostro in un intervista a La Stampa. Ma come? Lui, proprio lui, il cattivone per antonomasia, uno che, a sentirne parlare già si sente odore di zolfo, è improvvisamente diventato un angioletto? No, non dice questo Illy e ça va sans dire non dice questo Statera, ci mancherebbe. Molto più semplicemente Statera ci fa notare, con le parole di Saverio Vertone che "il vero pericolo non è mai stato Haider, ma semmai Bossi": grazie mille, potevate dircelo prima che noi il bunker per salvare la democrazia l'avevamo già bell'e costruito. Ma non è finita, ce n'è per tutti. Statera ci ricorda, stavolta per bocca di D'Alema che "…le caratteristiche di Haider sono presenti anche in Italia, non in una sola persona, ma nella Trimurti della destra". Berlusconi, Bossi, Fini, ce l'ha con voi se non era chiaro…
Questa in estrema sintesi la tesi di Statera " Se i confini del populismo sono cambiati, se a noi al di qua delle Alpi ci toccano populisti come Berlusconi e Bossi, se ci conviene, perché mai non dovremmo dialogare col carinziano, il quale, tra l'altro, non risulta abbia detto ultimamente che Hitler era un dittatore "benigno" ?"
La prossima mossa dei nostri? Un bel convegnino di quelli per l'elite radical chic sulla rivalutazione di Belzebù dal titolo " Lui almeno non ha le tivù".
a rai tre hanno la macchina del tempo
...e se lo sa cecchi paone gli fa un mazzo tanto.
ieri sera, scena surreale.
ore 22.30 circa, finisce un blocco pubblicitario con il consueto trailer di un programma della rete, in questo caso un film a caso. lo speaker recita con voce autorevole e la scritta in sovraimpressione gli fa eco: "...questa sera, alle 21.00..."
chi ben comincia...
Ok, il più è fatto.
Il nome c'è.
Il template fa schifo ma questo passa il convento, per ora.
La descrizione, per quanto stringata, è passabile.
Adesso ci vorrebbe un bel post, un argomento...
...
...
...
...
azz'...dura la vita del blogger...
questo è un posto dove non ci si prende sul serio, si scherza, si ride e si fa ironia ma se il contenuto di queste pagine ti offende o ritieni di poter rivendicare la proprietà di qualcosa pubbblicato qui scrivimi e rimedieremo.
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